Noir
Cafè
Caffè
letterario
All'interno del Centro Culturale (vecchie Scuole Elementari) via Piola, 10 a Inzago (MI). 02 95 48 342
COSA SUCCEDE AL NOIR CAFÉ? Non dicono che molti calcoli rispetto ai consumi energetici sono stati riconosciuti sbagliati dai loro stessi tecnici, che la proposta di installare dei contatori separati che registrassero i consumi reali è andata decadendo, che mentre si era in trattativa con la parte politica le bollette continuavano ad arrivare dagli uffici tecnici come se nulla fosse in discussione, che per anni abbiamo fornito dati dettagliati e contestato i loro conti su elementi documentati per trovare un accordo che consentisse a noi di lavorare serenamente e a loro di avere un servizio garantito offerto da un soggetto che pagasse quanto era giusto. Dicono che abbiamo firmato un bando che prevedeva queste spese. Non dicono che da bando gli spazi assegnati al Noir Café avrebbero dovuto essere diversi e maggiori (l’attuale Informa Giovani; il piano inferiore dato alla Triade, originariamente dedicato a salette prova), che per errori imputabili al Comune il Noir appena aperto ha dovuto subire mesi di chiusura e conseguenti danni di immagine, di bilancio…di morale. Dicono che hanno avuto molta pazienza. Non dicono che le attese, le domande senza risposta, gli atti depositati in Comune senza che ne venisse data una valutazione sono stati numerosi. Noi cosa diciamo? Non diciamo che non abbiamo commesso errori, primo tra tutti proprio l’aver firmato il bando così com’era: un’ipotesi di gestione del tutto azzardata e, come si è poi visto, inadeguata allo schiaffo della realtà; un’ipotesi che andava tutelata molto più di quanto è stato fatto. Da noi, che credevamo di poterla fare volare molto in alto solo con le nostre forze, e da chi ci aveva assegnato questo compito. Il Noir non nasce da un progetto imprenditoriale in senso stretto, piuttosto dalla convinzione che un mondo - e un modo - diverso sia possibile: non un locale che faccia cassetto, ma uno spazio in cui tutti possano sentirsi a casa e che offra stimoli e iniziative originali rispetto al contesto in cui viviamo ma che volevano essere di qualità, a volte anche a prezzo di una partecipazione minore. È chiaro che, date tali premesse, i margini di sicurezza si riducono. Diciamo che abbiamo lavorato al Noir per quattro anni. Il primo giorno di apertura è stato il 25 aprile del 2006. E’stato da subito un inizio accidentato: fino alla festa del Paese dello stesso anno non abbiamo potuto cominciare a lavorare. Da quel momento, però, ci avete visti sempre dietro questo bancone. Abbiamo lavorato con voi da questa parte, mentre dall’altra ci adoperavamo per sbrogliare la situazione con il Comune, perché venisse compreso che non fuggivamo da un obbligo, ma chiedevamo che venisse riconosciuto ciò che era giusto. Sono stati anni di gran lavoro, di crescita, di cambiamento, di miglioramento. Ci siamo divertiti. Si vedeva? Diciamo che, nonostante le difficoltà iniziali, la scarsa visibilità del luogo, l’imbarcarci in un viaggio strampalato, abbiamo sentito che chi ci frequentava - e negli anni sono diventati davvero tanti- ci aveva capito, annusando dentro queste quattro pareti sbarrate un’aria di casa, al punto che oggi ci arriva molto forte la loro vicinanza e il riconoscimento che “non c’è un posto come il Noir in giro”. A loro va il nostro grazie. Ora cosa succederà. Per il momento il locale resta chiuso in attesa che i legali facciano la loro parte e poi....si vedrà. |